“La ladra di fragole” – Joanne Harris

Quando incantesimi e cioccolato si uniscono, è allora che accade la vera magia.


Ho sempre avuto paura del vento. Fin da bambina, sentirlo soffiare prepotente tra gli alberi e le case mi angoscia. Trascorro nottate in bianco, o giorni interi guardando preoccupata fuori dalla finestra. Si chiama anemofobia. La paura irrazionale del vento. Non so come sia nata. A volte me li spiego dicendomi che sono dei Gemelli, un segno d’aria. Se sento l’aria arrabbiarsi e trasformarsi in vento, mi spaventa. Soffro con lei.


In “La ladra di fragole” ho conosciuto un vento differente, l’Hurakan, che soffiava per annunciare un cambiamento, positivi o negativo che fosse. Una magia antica, tra le note amare del cacao, che spaventava e affascinava Vianne e Rosette, le due principali protagoniste del romanzo. Un racconto di madri e figlie, peccati e colpe, redenzione e magia, che ti trasporta tra le viuzze del villaggio francese che tanto abbiamo amato in Chocolat (sì, il film con Johnny Depp, tratto dal primo romanzo della stessa autrice!).

Racconti arcaici e storie di vita creano la cornice perfetta per una riscoperta di sé e delle proprie capacità, rimaste per anni nascoste e silenziose, proprio come Rosette, straordinariamente diversa da tutti.

E si arriva a scoprire che ciò che temevamo così tanto non era altro che una parte di noi.

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