“Il segreto di Riverview College” – Susanne Goga

Un mix tra “Red, Blue e Green” di Kirstin Gier e un poliziesco. Un connubio tra un romanzo storico e una storia d’amore.
Non gli avrei dato mezza lira, invece mi ha totalmente conquistata dopo i primi capitoli.


La storia di Matilda, giovane insegnante al Riverview College, e di Laura, la sua alunna misteriosamente ritirata da scuola, rappresenta lo Young adult perfetto. Uno di quei libri che riportano indietro agli anni del liceo, caratterizzati dalla voglia di leggere storie semplici ma avventurose, romanzata ma mai troppo assurde.

Tra la peste del 1600 e le sue ingiuste morti e la voglia di riscatto delle donne del primo Novecento, questo romanzo è un piccolo gioiello da divorare.


E poi, è innegabile: i romanzi “in costume” che si svolgono tra le strade della Londra più antica sono sempre tra i migliori.

Fiocchi 🎀🎀🎀🎀 4/5

“Il quaderno dell’amore perduto” – Valerie Perrin

Un romanzo delicato e tenero, che ridà voce a chi sembra non averne più. Come sempre la Perrin è in grado di ambientare le sue storie in luoghi non convenzionali, che donano alle protagoniste connotazioni uniche, in grado di farle amare fin dalle prime righe.

Proprio come Justine, che lavora come infermiera in una Casa di Riposo Ortensie del piccolo borgo francese di Milly e che tra i membri della terza età si sente a casa. Justine passa le sue giornate tra le camere degli ospiti, ascoltando le loro storie, permettendo loro di raccontare il passato.

Tra questi, Helene Hel, che se ne sta seduta con la mente persa sulle spiagge del mediterraneo ad attendere il ritorno del suo amato Lucien, affida a Justine il racconto di un amore lungo una vita intera. Justine sente il dovere di trascrivere la storia di Helene, quasi come una missione. Un quaderno, una penna, il ricordo di una valigia azzurra si uniscono quindi al desiderio latente di scrivere anche nella propria vita una storia avvincente e romantica come quella di Helene.

E mentre Justine accompagna Helene nel cammino dei ricordi, rinvanga anche il proprio passato, scoprendo verità che credeva impossibili e aprendo il proprio cuore a nuove possibilità.

Forse, anche più bello di “Cambiare l’acqua ai fiori”.

“Le segnatrici” – Emanuela Valentini

Un libro regalato è sempre una gioia, ma lo è ancora di più se affascina, cattura e ti resta dentro. “Le segnatrici” è un romanzo che unisce il thriller al cottagecore, nel fascino arcaico dei paesini di montagna sperduti nel nulla.


Sara, medico oncologo nata nel piccolo villaggio montano di Borgo Cardo, si è trasferita a Bologna, per scappare dalla triste vicenda della scomparsa della sua amica Claudia ma, ancora di più, da sé stessa.
Quando, dopo più di 20 anni, le ossa della piccola Claudia vengono rinvenute, torna a Borgo Cardo, dove reincontra gli amici d’infanzia e conosce la piccola Rebecca, una segnatrice. Ovvero una donna in grado di guarire gli altri, con un tocco e poche parole magiche.

Quando anche Rebecca scompare, Sara si sente in dovere di aiutare nelle ricerche, fidandosi del suo istinto, troppo a lungo represso.

Nasce così un’indagine  che unisce perfettamente il poliziesco al thriller, con colpi di scena, suspence e brivido. Perché il bosco nasconde numerosi segreti, più di quanti Sara se ne aspettasse…
Ipnotico e coinvolgente, è stato davvero una bella scoperta.

Ps: questa che vedete in foto è una bozza del libro che, poi, è stato pubblicato da Piemme con una copertina differente.

Fiocchi: 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

“La spinta” – Ashley Audrain

Posso affermare senza ombra di dubbio che questo sia uno dei migliori thriller psicologici mai letti fino ad ora.
Cattura fin dalla prima pagina, non annoia mai, non perde mai il ritmo incalzante che ne caratterizza i primi passaggi. È uno di quei romanzi da cui fai fatica a staccarti e su cui continui a rimuginare una volta finito.

Verità, bugie ed emozioni contrastanti si intrecciano in un racconto che sembra una lunga lettera. Storie di madri, di figlie, di donne che non sanno se ciò che provano è reale, se i loro ricordi sono frutto di una sciocca fantasia. Un racconto che attraversa nel profondo ogni passaggio dell’essere figlia, donna, madre, permettendo di provare davvero le stesse sensazioni della protagonista, Blythe. Ti fa affezionare a lei, solo a lei e ai suoi sentimenti così contrastanti e così terribilmente umani da sembrare disumani. Perché una madre, sì, può arrivare anche a odiare la creatura che le ha trasformato l’esistenza, con dolore e senso di perdita.

Un romanzo che unisce l’inquietudine del sesto senso materno alle difficoltà di una vita troppo segnata dalle fragilità, dove la verità sfugge perché troppo difficile da accettare.
Ma Blythe sa, sente tutto, e prova anche a dirlo. Che nessuno le creda, infine, sarà la disgrazia più grande.
Meraviglioso.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

“Le nostre anime di notte” – Kent Haruf

Delicato, semplice, docile. Un romanzo intenso e scritto in modo molto particolare, che si lascia leggere pur essendo senza una punteggiatura consueta.

La storia di un amore in tarda età, un amore che non è intenso come le storie di gioventù, ma che fa della compagnia tra due anime solitarie il suo punto di forza.

Non passione, ma parole. Perché parole e dialoghi, fulcro di questo romanzo, sono anche ciò che permette ad Addie e Louis di scoprirsi e innamorarsi.

Una storia tenera e malinconica, che non sfocia mai in emozioni esagerate: i protagonisti, anziani e soli, affrontano le loro giornate con la serena consapevolezza che caratterizza la loro età.

Due vite che si intrecciano, che creano un nuovo legame, che permettono di vivere ancora le emozioni di un tempo, di confortare il nipotino di Addie, di adottare un cane, di innamorarsi, ma in tranquillità, un po’ come in una poesia di Wordsworth.

Bello e intenso, immersivo fin dalle prime parole. Haruf è uno scrittore da riscoprire, in grado di far vedere e sentire ciò che vedono e sentono i suoi personaggi. E, si sa, questa è una delle caratteristiche fondamentali dei bravi scrittori.
Mi è piaciuto molto.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀