“Non è questo che sognavo da bambina” – Sara Canfailla e Jolanda Di Virgilio

Lo specchio dei nostri tempi.
Di certo non si tratta di un romanzo eclatante, quanto più di una sorta di “diario di bordo” che racconta vita e (dis)avventure di una millennial qualunque. Chi di noi figli degli anni ‘90 non si riconosce, almeno un po’, in Ida? Neo-laureata, creativa, piena di speranze per il futuro e una vita lavorativa ben diversa da quella che si era immaginata quando studiava sceneggiatura in Accademia.

Ida infatti, da scrittrice di plot si ritrova a diventare scrittrice di copy in un’agenzia di Social Media Marketing. Dalle stelle ai dati di engagement, dall’italiano perfetto ad un surplus di parole inglesi, per di più con un contratto precario, che più precario non si può, corredato da una paga imbarazzante e da una sola, vana, speranza di un contratto (a tempo determinato).

Insomma: la realtà dei più.
Tra un ufficio diverso da tutti gli altri, un ex amore ancora nella testa, amici non proprio sinceri, colleghi avvanenti e tanta ironia, Ida si trova a vivere le sue giornate lavorative riscoprendosi diversa da quello che credeva, forse più coraggiosa, forse più realista. In fin dei conti, nessun bambino dei nostri tempi sognava di diventare Social Media Manager. All’epoca, i social mica esistevano!


Ben scritto, follemente realistico, ma nulla di eccezionale.

Fiocchi: 3/5 🎀🎀🎀

“Lydia Bird va a letto presto” – Josie Silver

Morte e rinascita non sono altro che due facce della stessa medaglia. Quando Freddie scompare in un tragico incidente, per Lydia è la fine di un grande amore, ma anche il lento e inesorabile inizio della scoperta di sé.


Quanto di Lydia era rimasto sopito, durante gli anni insieme? Quante cose non aveva avuto il coraggio di fare, prima di restare da sola? Tra il sonno e la veglia, due mondi paralleli scorrono con racconti di vita diversi, ma che, alla fin fine, aiutano soltanto a comprendere quanto sia bello diventare coraggiosi.
Una storia semplice, ma che tiene incollati, perché le seconde occasioni a volte arrivano a sorpresa.

Scorrevole e accattivante, capace di trattare un argomento pesante come la morte della persona amata con leggerezza, senza mai intristire il lettore.

È un racconto di rinascita, di voglia di riscattarsi, del viaggio alla riscoperta di una sé stessa più forte.
Bello.

Fiocchi: 4/5 🎀🎀🎀🎀

“Adesso che sei qui” – Mariapia Veladiano

Delicato, pieno di dolcezza. Una scrittura elegante e intensa, che cattura dalla prima all’ultima pagina, in questa storia di vita e di malattia estremamente verosimile.

La storia è quella di Andreina, nipote/figlia di zia Camilla, negli anni passati ad assisterla durante la malattia di Alzheimer. Una storia semplice, che fa della sua semplicità così comune un punto di forza. La malattia diventa un modo per riscoprirsi, per amare più intensamente, per riuscire a ritrovare la bellezza delle piccole cose e dei momenti passati insieme. Passato e futuro si uniscono a un presente alla continua riscoperta di sé e del mondo.

Che bel personaggio, questa zia Camilla, che non perde la sua forza interiore nemmeno davanti alla malattia!


Mariapia Veladiano sorprende e resta nel cuore, non solo per la capacità di portare allegria in una storia all’apparenza così difficile, ma anche per la maestria nell’affrontare temi e problemi ai quali, nel quotidiano non si pensa.


Il rapporto con la famiglia, l’assistenza necessaria, gli Istituti per anziani, ma anche le “case-scatoletta” in cui viviamo, la memoria è tutto ciò che non viene perduto, così come la poca consapevolezza e conoscenza riguardo alle malattie senili (e non solo) come questa.


Ho avuto il piacere anche di ascoltare la Veladiano dal vivo, durante l’ultima serata de “Il libro immaginato”. Una persona di grande spessore e gentilezza, che ho sinceramente apprezzato. Una bellissima scoperta!

Fiocchi: 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

“Figlia della cenere” – Ilaria Tuti

Leggere un libro della Tuti è sempre una scoperta, ancor di più sentirla parlare della sua ultima uscita.

Nell’incontro de “Il libro immaginato” a Este ho potuto assaporare dettagli che, a una prima lettura, passerebbero un po’ in sordina.


La rinascita, l’amore per il passato, le prospettive per il futuro dopo mille difficoltà, ma anche la capacità di scorgere l’umano dietro all’assassino.
Poi, Ilaria Tuti parla benissimo. Non nel senso che ha una bella voce o una bella pronuncia, ma nel senso che le parole che escono dalle sue labbra sembrano scritte, studiate a puntino, assaporate tra la lingua prima di essere trasmesse.
Quasi come un libro stampato.

Il ritorno di Teresa Battaglia è malinconico e retrospettivo. Meno legato al lavoro e alla natura, più alla riscoperta di sé davanti difficoltà e al passato della Aquileia troppo poco conosciuta. Un romanzo fra il thriller e il giallo che spinge a conoscere il bene al di là del male, a scoprire che, dietro ad un assassino, può esistere un bambino ferito e fragile, ma immensamente capace di amare.
Mentre a volte, chi dice di amare, è il vero carnefice.

Fiocchi: 4/5 🎀🎀🎀🎀

“Tre” – Valerie Perrin

Torna la Perrin, con un romanzo di amicizia, errori, diversità, amore, malattia, morte. Come sempre, l’autrice riesce a trattare temi di spessore con estrema delicatezza, attraverso parole poetiche in grado di tenere incollato il lettore riga dopo riga.


Un paesino immerso nella Francia, una vita che si apre tra le pagine, tra passato e presente, ricordi e speranze.
I protagonisti sono Nina, Etienne, Adirien ma anche Virginie, quarto narratore che diventerà la chiave di lettura del romanzo.
La loro amicizia dura una vita intera, tra crescita, studio, amori, separazioni, felicità e sofferenza. Qualunque cosa accada, il trio riesce sempre a ritrovarsi, ricompattarsi, essere un appoggio contro le avversità.


Anche se molti errori li hanno allontanati più volte, sanno sempre di essere l’uno il porto sicuro dell’altro, perché la ricerca della propria identità, tema portante del romanzo, è un viaggio da fare insieme.

La Perrin non lascia nulla al caso, intreccia le storie con abilità, rende i personaggi degli esseri umani in continua evoluzione, ci fa sentire tra loro. La morte, la malattia, gli errori, la scoperta di sé stessi e degli altri sono narrati con una profondità disarmante.


Bellissimo. L’ennesima prova che Valerie Perrin è una Scrittrice con la S maiuscola.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀