Mollare.

Rest, if you must, but don’t you quit.

Qualche volta sono le passioni più grandi a distruggerci. Ci logorano nel profondo, sfinendoci e togliendoci tutte le energie. E non sappiamo più affrontarle, tollerarle, renderle parte del nostro quotidiano.

Bisogna staccarcele di dosso per un po’, riposarci, lasciare che corpo e mente si ricarichino.
Bisogna mettere in dubbio ogni singolo istante speso per coronare un sogno, chiederci se e quando riprenderemo, se mai l’amore per ciò che abbiamo fatto tornerà forte come prima.

E poi, ogni tanto, bisogna notare le piccole cose che facciamo ogni giorno, inconsapevolmente, e che ci legano a quelle passioni. Un progetto di miglioramento, un esercizio in più, una modifica ai nostri passi fatta solo per acquisire una nuova abilità.

Le passioni sono anche questo. Odio, disprezzo, stanchezza. Sono come un vaso che si riempie ogni giorno, fino a traboccare e a richiedere a gran voce di essere svuotato. Un po’ di riposo. Una manciata di altri pensieri e sogni, prima di tornare in noi stessi.

Senza mollare mai.

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Forte.

On Air: Praying – Kesha

I’m proud of who I am
No more monsters, I can breathe again
And you said that I was done
Well, you were wrong and now the best is yet to come
‘Cause I can make it on my own, oh
And I don’t need you, I found a strength I’ve never known
I’ll bring thunder, I’ll bring rain, oh
When I’m finished, they won’t even know your name

Ci sono quelle canzoni che, ogni volta che le ascolti, ti portano una sensazione intensa, viscerale. Stranamente, non sono accompagnate da ricordi, da sogni, da aspettative: semplicemente, ti trasmettono qualcosa.

Non mi succede spesso. Solitamente, infatti, associo ad ogni musica un qualche ricordo (spesso brutto o triste, chissà perché si ascolta musica soprattutto da depressi). In questo caso, invece, le note e le parole della canzone di Kesha non fanno altro che farmi sentire forte.

Forte come il tronco di una quercia, forte come un salice che si piega senza mai spezzarsi, come un fiore che resiste alle intemperie. E forse prego un po’ anch’io, lottando per la mia salvezza, anche quando sto davvero bene e la vita mi va a meraviglia.

A volte, abbiamo tutti bisogno di 3.50 minuti per ricordarci di quanta forza interiore abbiamo guadagnato con il passare degli anni.
Le esperienze del passato ci hanno formato, ingannandoci e sbattendoci a terra. Ci hanno insegnato a rialzarci e ricostruirci da soli, mattone per mattone. E, ogni tanto, è bello fare un atto di dolcezza anche verso chi è stato causa del nostro dolore e sperare che stia attraversando la sua redenzione.

Ed essere fieri di noi, per avercela fatta.

“La donna silenziosa”

Un thriller che tiene incollati fin dalla prima pagina. Una storia di amicizia e ossessioni in grado di catturare e lasciare in suspance fino all’ultimo. Un mistero dai mille risvolti e un unica costante: la psiche umana è complicata!

La storia.

Kate, giardiniera e amante dei cavalli, viene a sapere che la giovane Rosie Anderson, giovane compagna di classe della figlia, è scomparsa. Quando viene ritrovato il cadavere della ragazza, tutta la città inizia a chiedersi chi sia stato il colpevole dell’omicidio e perché proprio Rosie sia morta, lei che era una ragazza buona e senza nemici. Kate si avvicina perciò alla madre di Rosie, sua amica, per consolarla e aiutarla ad elaborare il lutto e ad affrontare il momento difficile. Nella vita apparentemente perfetta di Rosie, però, ci sono tanti fantasmi che fanno pensare che il colpevole dell’omicidio sia più vicino di quanto si pensi…

I temi.

Le apparenze che ingannano sempre, le vite distrutte che restano dietro a una facciata di ricchezza. Le ossessioni, i disturbi della psiche, la difficoltà della vita di una ragazza in una famiglia agiata. I segreti nascosti e occultati dietro a un corpo invidiabile. Ma anche l’amicizia sincera, l’amore per gli animali e per la famiglia, in un contrasto tra due realtà che si incontrano.

Sì o no.

Decisamente sì: è un bellissimo thriller psicologico, che svela e non svela, che cattura e porta con sé. Perfetto per chi ama la suspance, ma non l’orrore. Unico flop? Si intuisce chi sia il colpevole già da metà romanzo…peccato!

Per chi lo consiglio.

Per i fan dei thriller e per chi cerca una storia avvincente. Per chi ama scoprire i segreti oscuri delle famiglie più ricche e importanti, per chi non sopporta le ingiustizie e per chi resta fermo e leale nelle sue opinioni. Infine, per chi ama i cavalli, che sono una componente importante della storia.

Dettagli tecnici.

La donna silenziosa
Debbie Howells
Traduzione di Beatrice Messineo
Newton Compton Editore
Disponibile in e-book
10 euro