“Parigi non dimentica” – Ellen Feldman

Parigi non dimentica il passato, gli anno della guerra, le oppressioni. Tra i suoi boulevard, ricorda e fa ricordare le notti a nascondersi, le attese del ritorno di una persona cara, le stelle di David appuntate sulla giacca.


Chi vuole dimenticare il passato e le origini è invece Charlotte che, dopo la guerra, si rifugia in America insieme alla figlioletta Vivi. Al contrario della madre, Vivi però vuole ricordare, ritrovare le sue origini, riscoprire chi è e da dove viene, come è sopravvissuta.

Così, tra la New York della rinascita e la libreria parigina dove ha trascorso gli anni delle persecuzioni razziali, Charlotte è costretta a ricordare il passato, l’amore, la paura. E a riscoprire sé stessa.

Bello, avvincente, emozionante e malinconico. Il fascino di due città e due mondi che si incrociano e accompagnano il lettore ad un epilogo diverso da quello che si aspetta.
Si lascia divorare. Consigliatissimo a chi ama leggere per emozionarsi.

Fiocchi: 4/5 🎀🎀🎀🎀

“Una felicità semplice” – Sara Rattaro

Una felicità semplice in un romanzo semplice. Niente fronzoli o trame troppo intrecciate, ma un racconto lineare ed estremamente verosimile che ci parla di amore, perdita, dolore, speranza e coraggio.


La storia gira intorno a Cristina, ancora innamorata di Andrea, incapace di lasciarsi andare all’idea di poter essere di nuovo felice.
Ma il suo vicino di casa, Claudio, è un prestigiatore che forse saprà indicarle l’incantesimo giusto per tornare a vivere.

Una grande carica emozionale espressa in una scrittura docile e scorrevole, che narra di un cuore che rinasce dalle sue ceneri con parole semplici e alla portata di tutti.
E anche i personaggi sono ben strutturati, estremamente realistici e “comuni”.

Perfetto quando la lettura vuole rappresentare il relax di una domenica non troppo impegnata.

Fiocchi: 3/5 🎀🎀🎀

“Il giardino dalle mille voci” – Ewald Arenz

Non speciale, ma che lascia tra le righe alcune riflessioni importanti. In sole 200 pagine si affrontano temi profondi, che si trasformano in un inno alla vita e alla solidarietà femminile. I disturbi alimentari, il suicidio, la violenza contro le donne e quella patriarcale. L’amicizia, la speranza, la voglia di un riscatto, l’aiuto reciproco.


L’importanza di sapere che si è liberi di tornare.


La storia di due donne ferite e problematiche che si incontrano per caso e con una quotidianità spiazzante si donano la voglia di vivere a vicenda, salvandosi giorno dopo giorno.


Purtroppo il titolo italiano non rende l’idea. Non ci sono voci e il giardino è in realtà un meraviglioso frutteto. O fiori non parlano, ma le api insegnano la bellezza della natura. E le mille varietà antiche di pere e di uva caratterizzano il personaggio di Liss profondamente.


Bello, ma poteva essere di più.

Fiocchi 3/5 🎀🎀🎀

“La spinta” – Ashley Audrain

Posso affermare senza ombra di dubbio che questo sia uno dei migliori thriller psicologici mai letti fino ad ora.
Cattura fin dalla prima pagina, non annoia mai, non perde mai il ritmo incalzante che ne caratterizza i primi passaggi. È uno di quei romanzi da cui fai fatica a staccarti e su cui continui a rimuginare una volta finito.

Verità, bugie ed emozioni contrastanti si intrecciano in un racconto che sembra una lunga lettera. Storie di madri, di figlie, di donne che non sanno se ciò che provano è reale, se i loro ricordi sono frutto di una sciocca fantasia. Un racconto che attraversa nel profondo ogni passaggio dell’essere figlia, donna, madre, permettendo di provare davvero le stesse sensazioni della protagonista, Blythe. Ti fa affezionare a lei, solo a lei e ai suoi sentimenti così contrastanti e così terribilmente umani da sembrare disumani. Perché una madre, sì, può arrivare anche a odiare la creatura che le ha trasformato l’esistenza, con dolore e senso di perdita.

Un romanzo che unisce l’inquietudine del sesto senso materno alle difficoltà di una vita troppo segnata dalle fragilità, dove la verità sfugge perché troppo difficile da accettare.
Ma Blythe sa, sente tutto, e prova anche a dirlo. Che nessuno le creda, infine, sarà la disgrazia più grande.
Meraviglioso.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

“Le nostre anime di notte” – Kent Haruf

Delicato, semplice, docile. Un romanzo intenso e scritto in modo molto particolare, che si lascia leggere pur essendo senza una punteggiatura consueta.

La storia di un amore in tarda età, un amore che non è intenso come le storie di gioventù, ma che fa della compagnia tra due anime solitarie il suo punto di forza.

Non passione, ma parole. Perché parole e dialoghi, fulcro di questo romanzo, sono anche ciò che permette ad Addie e Louis di scoprirsi e innamorarsi.

Una storia tenera e malinconica, che non sfocia mai in emozioni esagerate: i protagonisti, anziani e soli, affrontano le loro giornate con la serena consapevolezza che caratterizza la loro età.

Due vite che si intrecciano, che creano un nuovo legame, che permettono di vivere ancora le emozioni di un tempo, di confortare il nipotino di Addie, di adottare un cane, di innamorarsi, ma in tranquillità, un po’ come in una poesia di Wordsworth.

Bello e intenso, immersivo fin dalle prime parole. Haruf è uno scrittore da riscoprire, in grado di far vedere e sentire ciò che vedono e sentono i suoi personaggi. E, si sa, questa è una delle caratteristiche fondamentali dei bravi scrittori.
Mi è piaciuto molto.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀