“C’era una volta adesso” – Massimo Gramellini

Massimo Gramellini ha messo nero su bianco un racconto familiare, che tratta in particolar modo del rapporto tra padre e figlio, di come, a volte, le situazioni più impensabili e sofferte possano essere la chiave per tornare a far funzionare una relazione.


Mattia, piccolo protagonista del racconto, vive il momento del lockdown della primavera 2020 con occhi curiosi e ottimisti.
Gramellini ha saputo (come sempre!) raccontare momenti difficili e toccanti con ironia e positività, riuscendo a far ridere e sorridere, ma anche a commuovere.


La vita tra le quattro mura di casa può diventare un’avventura degna di un romanzo, carica di insegnamenti preziosi.


Bellissimo. Tocca le corde giuste.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

“Prima che tu venga al mondo” – Massimo Gramellini

“Se alla fine della tua vita sarai identico a com’eri quando l’hai cominciata, la vita ti sarà servita a poco.”

Letto d’un fiato, perché Gramellini è sempre una certezza. Tra le sue parole si perdono un senso di poesia e un’ironia sottile, che arriva sempre al punto giusto e che serve a trasmettere concetti, a volte, difficili da esprimere.
La scrittura di Gramellini è personale, sentita. Serve all’autore come una sorta di diario, per riflettere sulla vita e digerire ciò che lo fa soffrire o lo lascia corrucciato. Serve al lettore a entrare in un’altra esistenza, per ritrovarcisi e comprendersi meglio.
Dopo “Fai bei sogni” il Gramellini giornalista ha acquisito tutto un altro aspetto, ai miei occhi.

Dall’uomo professionale e vivace, tenace e dedito al lavoro, ho scoperto l’uomo sensibile, pieno di paure e insicurezze, dipendente dall’amore a causa della sua assenza, più umano e meno giornalista. Mi sono innamorata delle sue parole, della delicatezza con cui affronta morte e rinascita, infanzia e maturazione.


“Prima che tu venga al mondo” è un viaggio di 9 mesi di attesa. È un percorso introspettivo verso la nascita del primo figlio, ma soprattutto un quaderno di emozioni condivisibili ad ogni età, anche se non si aspetta nessun bambino. È la riflessione sui ruoli di padre, madre e figlio; la scoperta di sé stessi e della propria umanità, semplice e complicata nelle sue contraddizioni.


Un libro gustato intensamente, con le lacrime agli occhi, perché le parole di Gramellini fanno sempre questo effetto (anche senza la musichetta di “Le parole della settimana”). Un romanzo di crescita e di scoperta di sé, in cui i racconti di altri servono a chiarire i messaggi più importanti che trascendono la vita, la morte, l’amore.
L’amore, proprio lui, quello per un figlio, che dicono sia il più intenso e difficile. Non l’ho mai provato e non so se lo proverò, ma so che l’ho scoperto attraverso le parole dell’autore, che è riuscito a toccare corde che non sapevo nemmeno di possedere. Un libro semplice, diretto, pieno di affetto. Entra nel cuore e si unisce ai suoi battiti. Indimenticabile.