“Tre” – Valerie Perrin

Torna la Perrin, con un romanzo di amicizia, errori, diversità, amore, malattia, morte. Come sempre, l’autrice riesce a trattare temi di spessore con estrema delicatezza, attraverso parole poetiche in grado di tenere incollato il lettore riga dopo riga.


Un paesino immerso nella Francia, una vita che si apre tra le pagine, tra passato e presente, ricordi e speranze.
I protagonisti sono Nina, Etienne, Adirien ma anche Virginie, quarto narratore che diventerà la chiave di lettura del romanzo.
La loro amicizia dura una vita intera, tra crescita, studio, amori, separazioni, felicità e sofferenza. Qualunque cosa accada, il trio riesce sempre a ritrovarsi, ricompattarsi, essere un appoggio contro le avversità.


Anche se molti errori li hanno allontanati più volte, sanno sempre di essere l’uno il porto sicuro dell’altro, perché la ricerca della propria identità, tema portante del romanzo, è un viaggio da fare insieme.

La Perrin non lascia nulla al caso, intreccia le storie con abilità, rende i personaggi degli esseri umani in continua evoluzione, ci fa sentire tra loro. La morte, la malattia, gli errori, la scoperta di sé stessi e degli altri sono narrati con una profondità disarmante.


Bellissimo. L’ennesima prova che Valerie Perrin è una Scrittrice con la S maiuscola.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

“Una rosa sola” – Muriel Barbery

Il vero problema di questo libro sono le grandi aspettative. Dopo “L’eleganza del riccio”, mi aspettavo un altro capolavoro dello stesso genere e invece, purtroppo, sono rimasta a bocca asciutta.

“Una rosa sola” è il racconto inconcludente di Rosa, figlia di una francese e un giapponese. Alla morte del padre mai conosciuto, si reca a Kyoto per la lettura del suo testamento e per scoprire le sue origini, dopo 40 anni passati senza sapere nulla del suo lato orientale.
Rosa è depressa, senza scopi, senza stimoli. Pur vivendo un cambiamento interiore nel corso del racconto, non la trovo un personaggio a tutto-tondo e non sono mai riuscita a capirla veramente e a sentirmi coinvolta nella sua vita.

A Kyoto incontra Paul, segretario del padre, che fondamentalmente la porta in un viaggio alla riscoperta di sé tra templi e ristoranti, comprendendo che anche le vite altrui sono piene di sofferenze, ma che si può andare avanti, apprezzando ogni giorno la bellezza della vita e di ciò che ci circonda.

“Una rosa sola” quindi, nonostante tutto, è un viaggio tra le bellezze delle cultura giapponese e, di tanto in tanto, riesce a far immergere il lettore nell’atmosfera dei templi e delle case di legno.

La sua scrittura è poetica e affascinante, forse più da aforisma che da romanzo.
Le leggende presenti in ogni capitolo sono un punto di forza da conoscere, così come detti e tradizioni riportati tra le righe.

Peccato per tutto il resto.

Fiocchi 2/5 🎀🎀

“La biblioteca di mezzanotte” – Matt Haig

TRIGGER WARNING.

Tra la vita è la morte c’è una biblioteca, dove un orologio segna sempre la mezzanotte in punto. Se il tempo cambia, le possibilità sono solo due: si vive ancora o si muore.


Ho vissuto questo romanzo in un insieme di speranza, paura e tristezza.
La morte spaventa, inquieta. La maggior parte delle persone la rifugge, me compresa.

Ma, purtroppo, c’è anche chi la morte la cerca e la invoca, come Nora, la protagonista di questo romanzo, sola al mondo e distrutta. Quando Nora tenta il suicidio, viene catapultata nella Biblioteca di Mezzanotte, dove ogni libro rappresenta una possibilità di vita diversa, una scelta differente.

Se avesse scelto di continuare a nuotare, al Liceo, sarebbe una campionessa olimpica. Se avesse continuato a cantare, sarebbe una rock star. Se avesse seguito i suoi sogni di bambina, sarebbe una glaciologa. Non avrebbe perso alcuni affetti, ne avrebbe conosciuti altri.

Addirittura avrebbe la vita dei sogni: una bella famiglia, un bel lavoro, una bella casa e un’esistenza di amore.
Eppure, in tutte le vite che attraversa, c’è sempre qualcosa che manca, che non va, che la fa sentire estranea a sé stessa, che la fa tornare alla Biblioteca.


Quando ci torna per l’ultima volta, può scegliere. Viva o morta?


Matt Haig, con sensibilità e, talvolta, ironia, tocca corde difficili, scalda il cuore e aiuta a comprendere quanto sia bella la nostra vita, con tutti i suoi difetti. Le nostre scelte sono ciò che ci rende umani, che ci permette di avanzare in un modo o in un altro, di diventare scienziati o operai, di amare e farsi amare o restare soli.
Ed è intenso, e fa paura. Ma è bellissimo.


Chissà cosa ne sarebbe di noi, se avessimo preso una strada diversa, quella volta…

Fiocchi: 4/5🎀🎀🎀🎀