“L’acqua del lago non è mai dolce” – Giulia Caminito

È davvero necessario dire qualcosa su questo romanzo? Candidato al Premio Strega, amato da tantissimi, per molti considerato il vero vincitore.

È una storia semplice, una trama di vita senza scalpore, una storia come tante, nata nei bassifondi di Roma.

Gaia, la protagonista, ha un’esistenza anonima e infelice, segnata da Antonia, una madre presente e assente allo stesso tempo.

Antonia è forse il vero fulcro del romanzo, sempre preoccupata per i soldi che mancano, sempre battagliera per un credo tutto suo.

Scuola, case popolari, brutte compagnie e amicizie false si alternano nelle giornate di Gaia senza uno scopo, portandola sempre più fondo.

Un ritratto senza speranza, quasi simile a un film in bianco e nero. Un po’ “Io la conoscevo bene” trasposto nei primi anni 2000, tra la tecnologia che avanza e il passato che resta dentro le ossa. L’acqua del lago è dolce, ma è anche lo specchio di una vita che si trascina tra le difficoltà.

Le emozioni restano sempre in sordina, espresse solo da pochi gesti eclatanti. In una di queste, viene svelato il nome di Gaia, voce narrante, che fino alla fine resta quasi nascosta in un velo anonimo.

Pur non essendo un romanzo particolarmente avvincente, all’apparenza, ti cattura con una scrittura intensa e intima, spingendoti a correre fino all’ultima riga. La speranza è quella di un lieto fine.
Bellissimo.

Fiocchi: 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

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