“Figlia della cenere” – Ilaria Tuti

Leggere un libro della Tuti è sempre una scoperta, ancor di più sentirla parlare della sua ultima uscita.

Nell’incontro de “Il libro immaginato” a Este ho potuto assaporare dettagli che, a una prima lettura, passerebbero un po’ in sordina.


La rinascita, l’amore per il passato, le prospettive per il futuro dopo mille difficoltà, ma anche la capacità di scorgere l’umano dietro all’assassino.
Poi, Ilaria Tuti parla benissimo. Non nel senso che ha una bella voce o una bella pronuncia, ma nel senso che le parole che escono dalle sue labbra sembrano scritte, studiate a puntino, assaporate tra la lingua prima di essere trasmesse.
Quasi come un libro stampato.

Il ritorno di Teresa Battaglia è malinconico e retrospettivo. Meno legato al lavoro e alla natura, più alla riscoperta di sé davanti difficoltà e al passato della Aquileia troppo poco conosciuta. Un romanzo fra il thriller e il giallo che spinge a conoscere il bene al di là del male, a scoprire che, dietro ad un assassino, può esistere un bambino ferito e fragile, ma immensamente capace di amare.
Mentre a volte, chi dice di amare, è il vero carnefice.

Fiocchi: 4/5 🎀🎀🎀🎀

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