“La spinta” – Ashley Audrain

Posso affermare senza ombra di dubbio che questo sia uno dei migliori thriller psicologici mai letti fino ad ora.
Cattura fin dalla prima pagina, non annoia mai, non perde mai il ritmo incalzante che ne caratterizza i primi passaggi. È uno di quei romanzi da cui fai fatica a staccarti e su cui continui a rimuginare una volta finito.

Verità, bugie ed emozioni contrastanti si intrecciano in un racconto che sembra una lunga lettera. Storie di madri, di figlie, di donne che non sanno se ciò che provano è reale, se i loro ricordi sono frutto di una sciocca fantasia. Un racconto che attraversa nel profondo ogni passaggio dell’essere figlia, donna, madre, permettendo di provare davvero le stesse sensazioni della protagonista, Blythe. Ti fa affezionare a lei, solo a lei e ai suoi sentimenti così contrastanti e così terribilmente umani da sembrare disumani. Perché una madre, sì, può arrivare anche a odiare la creatura che le ha trasformato l’esistenza, con dolore e senso di perdita.

Un romanzo che unisce l’inquietudine del sesto senso materno alle difficoltà di una vita troppo segnata dalle fragilità, dove la verità sfugge perché troppo difficile da accettare.
Ma Blythe sa, sente tutto, e prova anche a dirlo. Che nessuno le creda, infine, sarà la disgrazia più grande.
Meraviglioso.

Fiocchi 5/5 🎀🎀🎀🎀🎀

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