Lasciarsi leggere.

Qualche volta mi butto. Scrivo per essere letta (davvero). Condivido addirittura i miei scritti. Quelli meno personali, forse. Ma in cui si trova sempre e comunque qualcosa di me, delle mie emozioni, dei miei sentimenti.

Sono sempre stata restia a far leggere qualche riga “della mia anima”, come mi ha detto la scrittrice Luciana Vasile alla cerimonia di premiazione della FUIS. Mi spaventa. Sulla carta metto talmente tanto di me stessa da rendermi vulnerabile. Leggendo qualcosa di mio, la gente saprebbe troppo di me. Non so se sarò mai davvero pronta a farmi conoscere a tal punto.

Pubblico su questo blog, ma lo lascio in sordina, nascosto. Non lo condivido, non lo metto in mostra. Eppure esiste. Eppure è la mia valvola di sfogo. Eppure è fatto anche per essere letto.

E, l’ho scoperto di recente, qualche volta lasciarsi leggere può portare delle grandi, immense soddisfazioni. Dovrei farlo più spesso. Senza vergognarmene.

E quel famoso racconto che ho condiviso con le persone giuste, ve lo posto qui. Buona lettura.

Peonie🙂

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