Cambiamenti.

 

Il mio non arrivo nella città di N. è avvenuto puntualmente.
Sei stato avvertito con una lettera non spedita.
Hai fatto in tempo a non venire all’ora prevista.
Il treno è arrivato sul terzo binario.
È scesa molta gente.
La mia persona, assente, si è avviata all’uscita tra la folla.
Alcune donne mi hanno sostituito frettolosamente in quella fretta.
A una è corso incontro qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto immediatamente.
Si sono scambiati un bacio non nostro,
intanto si è perduta una valigia non mia.
La stazione della città di N. ha superato bene
la prova di esistenza oggettiva.
L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano sui binari designati.
È avvenuto perfino l’incontro fissato.
Fuori dalla portata della nostra presenza.
Nel paradiso perduto della probabilità.
Altrove. Altrove.
Come risuona questa parolina.

(“La stazione” – Wislawa Szymborska)

E’ strano come a distanza di un giorno, un mese, un anno tutto possa cambiare. I progetti che prima c’erano, in un instante svaniscono. I programmi già inconsciamente fissati si cancellano sotto un velo di nostalgia, impenetrabile. Ti trovi bloccato tra quello che avrebbe potuto esserci e quello che è.

E ti stupisci, talvolta, di come la vita vada avanti, senza controllo.
“Fermatevi. Fermatevi!”, ti verrebbe da gridare. “Dove andate, senza di me? Sono qui ferma, io, non andate avanti così velocemente!”.
Eppure nessuno ti ascolta e continua, giustamente, a vivere, a rispettare programmi fissati inconsciamente e a portare a termine progetti che c’erano già.

E ti sorprendi, talvolta, di come tutto intorno resti immutato. Una città resta solo una città come tante, solo intrisa di ricordi. Ma uguale, sempre uguale. Una stazione resta la stessa stazione anche se la percorri in momenti diversi.
Tu sei diverso, forse. Lei no. Se ne sta ferma a fissare con aria divertita incontri che avvengono e incontri avvenuti. Ti ricorda il passato e al tempo stesso ti fa vivere il presente del viaggio che farai oggi.
E’ solo una città, è solo una stazione. E tu? Sei solo una persona?
Forse, in un universo parallelo, sei qualcun altro. E vivi quello che avresti voluto vivere qui; magari ne sei felice o magari anche no. In un altra galassia, in un’altra presenza. Altrove, altrove.

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